[2018] KAT2, ancora un tour balcanico tra Austria, Slovenia e Croazia

E’ apparso chiaro sin da subito che questo tour last minute, sarebbe stato un altro KAT, il secondo KAT (Keine Autobahn Tour):  autostrada solo per lunghi trasferimenti nord su e viceveversa, giro al contrario, volontariamente su strade secondarie Slovenia, Croazia, Austria, questa volta  rientro via terra, con ambizioso (ipotetico) giro alpino dolomitico, tra i mitici passi di sempre.

Quindi stessi paesi ma cercando di differenziare il percorso,  soprattutto i luoghi di visita o passaggio. Solo due tappe sono state bissate: Plitvice e il GrossGlockner, pur con alcune varianti, ritenute immancabili, vista la presenza dell’amico Vincent, al suo primo viaggio in queste terre.

La prima tappa è stata un salitone di oltre 750 km, direzione nord, con tappa e pernotto presso le grotte di Postumia, assolutamente meritevoli per la vastita e per la bellezza, nonchè per il famoso trenino che conduce gelidamente nel profondo dell’abisso. Per passare il confine tra Italia e Slovenia, direzione Monfalcone, Jamiano/Brestovica. Gran Belle strade, zero traffico.

Seconda tappa direzione Istria. Notevole il passaggio su stradine secondarie e montane: la piccola frontiera di Susak/Lisac, il parco Ucka dall’alto del quale, dopo curve e curvette,  si gode di una magnifica vista sul mare. Arrivo e pernotto a Pola, dal centro storico veramente notevole, con l’imponente anfiteatro romano e le tante stradine piene di locali. Le tappe relativamente brevi sono ottime, consentono di arrivare in tempo per relax e giri vari. Abbiamo anche avuto modo di farci un doppio bagnetto tra l’antistante mare con discesa sui bianchi scogli e la piscina coperta, dell’Hotel Brioni, struttura d’antan misto ‘soviet’, caratterizzata dalla magnifica ed esclusiva posizione sulla penisola, dove abbiamo pernottato. Ovviamente gran tour di Pola center, rigorosamente in moto, abbigliamento ‘turista’.

Terza tappa con risalita filo costa, un po di traffico ma vista su piccoli paesi costieri, costeggiando il mare. Strade sempre notevoli. Passato Fiume, dal traffico estivo caotico, inizia un lungo tratto costiero, veloce e poi il passaggio  sull’isola di Krk, attraverso un incredibile doppio ponte (ponte di Veglia)  poggiato su’unisola intermedia.

Ponte di Veglia

In fase di studio si pensavano percorsi vari sull’isola ma attraversarla si è rivelato monotono, in più il traffico ci ha chiaramente indotto a veloccizzare ed arrivare con buon anticipo nel punto di fatto più suggestivo dell’isola. Passato il porticciolo di Punat, collocato in una insenatura, si sale su  un promontorio dal quale, ridiscendendo, la vista si apre su un piccolo paradiso, dapprima vedendo in basso la magnifica spiaggia di Oprna Bay epoco più in là, Stara Banska. Veramente notevole e piuttosto selvaggio (anche se non ci sono le caprette di cui si parla nelle recensioni ma una bella antenna 4G). Pernotto, pranzo cena birrette & bagnetto sulla piscina modello ‘Zeus’,  nel punto alto del villaggio, della pension restoran Mariana.

Quarta tappa direzione laghetti di Plitvice, breve tappa e previsione di visita della zona carsica. Come si vede dalla mappa, intorno ai laghi, il percorso fa una sorta di giro, per poter arrivare da dietro, sendere in una zona meno conosciuta e soggiornare una locanda, proprio sopra  il canyon principale. Tralalro l’entrata in quella zona, prevedeva l’attraversamento di un parco in fuoristrada che si è rivelato chiuso e altamente sorvegliato.

Niente sterrato, giro lungo, arrivo in zona ingresso laghi stracolmo di macchine e gente urlante. Un gran caos che ci induce immediatamente alla deviazione diretta (breve sosta birretta locale) verso l’aeroporto e gli angar abbandonati di Zeljava.

Posto incredibile che però lasciamo presto, anche a causa della presenza proprio davanti agli hangar, di due pattuglie di polizia croata, gentile ma che in qualche modo ci ha …anticipato la partenza. Direzione Zagabria, via Slunj, Karlovac. La prenotazione al volo su Booking, con fitro ‘piscina’ e ‘centro’ sortisce un effetto inaspettato: pernottiamo infatti in un postoveramente incredibile, in pieno centro, lo Swanky Mint Hostel, costruito su terrazze di vecchi e anneriti edifici, una specie di disco pub ostello disco balneare dallo stile a tratti steam punk.

Divertente. Moto in garage poco distante, grand tour serale di Zagabria che si rivela interessante e decandente allo stesso tempo, rivelando alcuni tratti di antiche glorie ‘di regime’ e una  popolazione variegata.

Le condizioni incerte del tempo, hanno poi condizionato il resto del viaggio: da Zagabria, ingresso in Slovenia, confine Harnica Brdovec (soliti problemi per me con la dogana croata, nonostante la carta di identità elettronica) percorso lungo la Sava che ha regalato bei paesaggi, viste inconsuete come quella dell’altissimo camino della centrale termica di Trbovlje e una strada piuttosto scorrevole, fino al rientro in Austria, attraverso il Wurzenpass e sosta forzata a Kirchbach, presso la Gasthof Fisher, proprio li dove ci ha colto un bel temporale.


Al risveglio, le migliori condizioni del tempo ci consentouno una salita tra i monti più rilassata, fino al casello di  Heiligenblut e la successiva salita sul Campanaccio che si rivela sempre maestoso e stupefacente. Dopo le varie e imperdibili soste tra l’Edelweißspitze e la Kaiser Franz Josefs Höhe, si ridiscende dal versante opposto, verso nord sulal 107, passando per Fusch an der Großglocknerstraß, proseguendo sulla 168 per poi virare verso sud sulla 108, fino a Lienz. Il tempo inclemente, devia decisamente verso il brutto, costringendoci a varie fermate per la pioggia e a considerare una sosta anticipata a Oberdrauburg, presso la Gasthof Pontiller.

Per evitare il previsto maltempo sulle dolomiti, scendiamo diretti utilizzando il Wurzenpass e da li …. supertappone di ritorno.


“Un altro KAT (Keine Autobahn Tour) ma questa volta in compagnia”

From 20[2018] Kat2 AUSTRIA, SLOVENIA, CROAZIA. Posted by MotoDreamer on 11/10/2018 (174 items)

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