Algeria studio preliminare

Questa idea è nata sul traghetto da Patrasso a Bari, tra me e un mio amico, di ritorno dalla Turchia…
La solita storia, un bel viaggio finisce e si pensa subito al prossimo per colmare quel ‘buco’ emotivo che si crea subito o subito dopo, tornati a casa. Si sa che va cosi…

La questione per noi è questa: sognare viaggi anche a lunga gittata ma nel contempo rimanere ‘vicini’ per ovvi motivi familiari. Quindi vicini ma ‘avventurosi’, particolari, affascinanti dal nostro punto di vista.

Dell’Algeria, non a caso, se vedete in giro, non si parla in genere di turismo, motociclisticamente se non per raid desertici a sud, entrando dal confine a ovest di Neftah. Questo vuoi perchè si punta al deserto e i parchi sabbiosi e rocciosi di quel sud spettacolare, vuoi perchè partendo dalla costa, in qualche modo si è più ‘visibili’ ed esposti. E’ si…perchè in Algeria la questione turismo/sicurezza da anni è delicata.
Leggendo su nostro sito di riferimento Viaggiaresicuri.it
“- Si sconsiglia nella maniera più assoluta di intraprendere viaggi nelle regioni algerine confinanti con Mali, Niger, Libia, Mauritania, Tunisia, Marocco Meridionale e nelle province di Djanet, Illizi, Tamanrasset…”

Serve il visto, serve un ‘accompagnatore’ (agenzia/organizzazione) che definisce il giro e chiede autorizzazione. In ogni caso, si deve rimanere all’interno di un cerchio che esclude le zone di confine di cui sopra, nel caso serva, la Polizia addirittura scorta…

La questione visto è praticabile, devo sentire l’ambasciata ma pare che si possa fare autonomamente ma invece ‘l’accompagnamento’ è cosa seria da due punti di vista: sicurezza vera, quindi non basta un algerino che si improvvisa ma serve serietà e competenza….Obbligatorietà intrinseca ovvero se non hai organizzazione non puoi entrare.

Le fonti sono varie, in primis sahara.it relativamente aggiornato, qualche forum in cui si trova anche qualche solito ‘sconsiderato’ che tenta di fare da solo. Il risultato non è nefasto ma solo leggendo, si capisce perchè serve una guida. I controlli sono serratissimi, pesanti e lunghissimi….ti obbligano a fermarti non solo per i controlli ma per la notte, come cala il sole, dove dicono loro. Tutto deve essere pianificato e concordato.

Non penso ci siano dubbi che per me/noi la questione ‘selfmade’ è assolutamente non contemplata e che, nel caso si faccia qualcosa, ci si muova con un organizzazione, non solo formale ma sostanziale.

L’autonomia rimane andando in moto e girando per le due spettacolari transsahariane

la N1 (Trans Sahara) che attraversa l’intera Algeria (Niger e Nigeria, fino all’atlantico) e il Ahaggar National Park

 

e la N3 Trans Sahara (che attraversa il Tassili N’Ajjer National Park)


….in ogni caso con mitica meta Tamanrasset.

Il 4×4 di appoggio, non solo per i bagagli e assistenza ma anche per inoltrarci, fare qualche escursione, dove c’è qualcosa da vedere …
COSE UTILI
Ambasciata Algerina a Roma (copre zone centro sud, l’altra è a Milano)

In questa pagina si descrive cosa serve per ottenere il visto, ovvero

– Passaporto con validità di almeno sei mesi (06);
– Due fotografie (02) identità
– Il modulo Ac-51 modulo debitamente compilato (italiano / arabo) ( eccolo, in pdf)

– Assicurazione di viaggio (spese mediche per l’intera durata)
– Certificato originale di residenza rilasciato dal Comune di residenza (per i cittadini della Comunità europea dello spazio Schengen residenti in Italia….ovvero non noi, italiani che risiedono in Italia, mi pare di aver capito così…)

La tassa di visto per i cittadini italiani 85 euro per un soggiorno fino a 90 giorni….

inoltre,

-un estratto conto che serve per dimostrare che si hanno risorse economiche atte a coprire il suo soggiorno in Algeria;
-una prenotazione in hotel ….
-un attestato di occupazione in Italia

In costruzione…

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