[2013] KAT (Keine Autobahn Tour) estate balcanica tra Austria, Slovenia e Croazia

Questo viaggio inizia estemporaneamente, durante alcuni giorni di ferie della scorsa estate…Ero dai miei vicino Roma, con la moto pronta per partire ma non avevo programmato nulla…Avevo in mente di andare verso nord, c’era l’idea di arrivare sul Grossglockner, mito motociclistico e paesaggistico noto. Poi la cosa ha preso un piega..diciamo più complessa :)

balkan_2013

In poche ore ho messo insieme varie idee, definite alcune tappe con un certo senso e tracciato il percorso…L’indomani sono partito. Prima tappa ormai d’obbligo i miei amici di Foligno, Lucio & compagni. Burnout Officina (Spello)

Saluti e baci e si parte, come nell’intento dell’intero viaggio, senza toccare autostrada, Kaine Autobahn Tour!

La seconda tappa di salita al nord ha avuto un senso personale: Qualso, paese natale della mia cara nonna paterna, Ester

Prima tappa serale in un caratteristico agriturismo, tra i campi, La di Muc, piuttosto curato, ottima cena, non prevista, curata dalle signore di casa, con piacevole e istruttiva chiacchierata sui modi di vivere e di lavorare dei friulani, sulla storia di questi luoghi. Ho cercato di avere qualche riferimento storico sulla famiglia di origine, con un minimo di riscontro generale; mi è dispiaciuto non aver avuto più tempo per cercare qualche parente alla lontana.

La mattina dopo, con calma, si riparte, girando un pò a zonzo tra i paesini, tra paesaggi rurali e tranquilli.

Direzione Tolmezzo, con l’intenzione di svalicare per il passo Monte Croce Carnico (Plöckenpass in tedesco)

 

Il passaggio in Austria è spettacolare per i boschi e il cambio di paesaggio, più ‘fiabesco’. Salendo, si giunge nella valle poco prima della salita per il Campanaccio: Grossglockner Hochalpenstraße, Heiligenblut

Dopo il pedaggio che da ancora di più la sensazione di entrare in un parco giochi, si sale, su quella strada che molti di noi considerano “la strada perfetta”, tra montagne maestose, pratini verdi, cascate e ghiacciati. Un posto da sogno. Eccolo, Sua Maestà.

Non ero solo…centinaia di moto, tanta gente sul punto di osservazione e l’albergo omonimo. Vista impressionante.

Tappa d’obbligo e direi meditativa sull’Edelweissspitze, al quale punto di osservazione e sosta, sia arriva su di una rampetta ripida ripida e con un fondo simile ai sampietrini di Roma, un po paradossale usare questo fondo con quelle curve e pendenze.

Ad ogni modo, da lassù si vede il cielo più vicino, si guarda in basso, vedendo il tracciato e si rimane veramente impressionati da tanta bellezza.

Dopo una luuunga pausa, consumando per pranzo anche i buonissimi formaggi “avanzati” dall’abbondantissimo pasto dell’agriturismo, mi decido a ridiscendere.

La valle dopo Heiligenblut è bellissima, silenziosa, deserta: solo io e….. un Mercedes, fermo nel mezzo della strada sulla linea centrale, indeciso sul da farsi. Io, come non avrei fatto mai in nessuna circostanza, complice forse la pace immane del posto, mi ci fermo dietro a 10 metri. Il Mercedes fermo e io dietro, per alcuni interminabili secondi. Sempre da fermo, metto la freccia e sorpasso, oltrepassando ovviamente la linea di mezzeria. Un paio di km più su, come un falco in osservazione dall’alto di un dirupo che attende la sua prossima preda, munito di cannocchiale, un poliziotto di fianco alla sua Hyundai verde e bianca. Almeno duecento metri prima, si piazza in mezzo alla strada e mi intima di fermarmi. Io rallento, lo saluto vistosamente, sorrido. Che avrò fatto mai? Con le mani mi fa capire che ho sorpassato il Mercedes e che li non si poteva compiere quell’ardita manovra. Allibito gli spiego che era fermo, non avrei potuto fare altrimenti, mentre lui scrive la targa, mi chiede i documenti, mi inviata a conciliare subito.

Due minuti dopo, riparto con circa 50 euro in meno in tasca.

Grazie amico austriaco, mi hai fatto capire che una certa, relativa, avversione alle forze dell’ordine, spesso nasce da situazioni simili e che è universale, transnazionale.

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