[2010] Tunisia Sahara Rally

 

PS…manca una parte che non ho trovato…..

In sostanza…da Ksar Ghilane, scarichi e di prima mattina, abbiamo fatto un giro intorno l’oasi. Non c’è neanche da dire che bellezza e …che sabbia fina fina…impossibile carichi. Rinunciare alla diretta per Douz? Quella pista da mesi segnata e sognata punto punto? Ebbene si…ricaricate le moto, siamo usciti dall’oasi mesti mesti per prendere la pipeline asfaltata…che sebbene dritta dritta, naviga in mezzo al deserto come un serpente nero, facendo su e giù tra le cime delle grandi dune….Però però….c’era una deviazione che avevamo già considerato….Un gran bel pezzo di sterrato, una sorta di scorciatoia du desert…..Trovatala, la abbiamo imboccata per km…Posti favolosi, silenziosi e vastissimi…..

Pensavamo  di essere dei gran tuareg motorizzati e degli aventurer solitari…e invece…  

 

…Nessuno? ops!:

In quella landa assolata e immensa, su quella strada dura, alternata da sabbia e pietra…su un piccolo dosso rialzato al bordo destro della strada, un gruppo di ragazzini con i loro cinquantini…in gita!
Eh, si…è festa in Tunisia e loro si stanno facendo una …scampagnata!

Vedere qui nel nulla questi allegri ragazzi che ci salutano …è sconcertante, pensando alla differenza tra i nostri ‘enduri’ e i loro motorini, e anche divertente.
Nel casco mi sto scompisciando dalla risate…d’istinto salgo sulla collinetta mi fermo davanti a loro che mi accolgono esultanti e li gli faccio un gesto a mo’ di inchino d’ammirazione…forse per una cosa che loro fanno abbastanza agevolmente. Segue un breve applauso…e si va via, senza purtroppo alcuna foto…

 

…..qui riprende il report originale…..

 

Si procede sullo sterrato per decine di km ancora, consultando la mappa e il GPS che zummando, ci mostra il bivio e la strada principale molto vicine…ed infatti poco più avanti un bivacco, un’altro cafe nomade …e la pipeline a ridosso. Ci si ferma un attimo davanti la piazzetta e si imbocca nuovamente questa sottile lingua di asfalto tra le dune, che taglia dal centro al profondo sud le terre tunisine…

La strada diventa più suggestiva…con tratti altalenanti tra gobbe di dune e profondi solchi…In lontananza la strada sparisce e riaffiora dopo questi bruschi avvallamenti.
Tenendo circa 100/130 km orari, c’è da penarci prima…altrimenti si giunge troppo presto in prossimità del punto alto della duna, non riuscendo a vedere cosa può celarsi sotto, immediatamente dopo….questa alternanza di dune ha un frequenza di 300/500 metri una dall’altra…Si sale e si scende.

la sabbia da rossa di Ghilane, diventa gialla, classica…e nell’ultimo tratto, intorno alla strada, molto estesa, intervallata da lunghi margini frangi-vento…Qui quando tira non deve essere simpatico per nulla.

Lungo la strada, a circa 30 km da Douz, il GPS mi segna una deviazione interessante e una piccola oasi…Mi fermo e chiedo a Lucio se gli va, un altro bel pezzo di sterrato…

E vai! Ci inoltriamo per circa 5 km, intorno ad una collinetta..La pista è larghissima e pietrosa…consente di trasbordare e percorrere fuoripista sabbia dura e cespuglietti…Grande goduria derapando qua e la…ma alla fine la deviazione sembra non essere cosi breve e decidiamo quindi di tornare indietro, visto che sono quasi le due del pomeriggio e non abbiamo ancora messo nulla sotto i denti.

Questa deviazione è stata una vera benedizione dall’alto…ritornati sulla pipeline, io mi accodo a Lucio…e mi accorgo che non aveva più la targa! Imprecando, si fa mente locale…la targa c’era sullo sterrato…si torna indietro, uno due kilometri…nulla…mi spingo avanti e in mezzo al pietrisco scorgo la sagoma nera del burocratico e costoso oggetto italico. Grande! Questa deviazione ha fatto in modo, del tutto fortuitamente, di perdere la targa in un posto isolato e poco frequentato, a bassa velocità….se fosse successo sulla pipeline non sarebbe stato lo stesso, tra, velocità, camion e spazi molto più ampi da battere..
Da questo momento in poi Lucio conserverà la targa in una tasca posteriore del giubbotto e percorrerà altri 800 km circa, senza alcun vessillo EU…
Molto zingaro!

Finalmente si scorge Douz, piccola cittadina, importante per la sua posizione, prospiciente il deserto, per i suoi palmeti…Dopo un certo girare, tiriamo per il centro e subito un ragazzotto ci si mette dietro, tentando di consigliarci suoi amici…Sulla strada principale, davanti al suk…troviamo un ristorantino ‘caratteristico’

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Il gestore, un certo George, un senegalese dalla pelle scura e poco tunisia, dice che ha fretta e deve andare per cose familiari..chiuderebbe se non ci fossimo noi….insistiamo perchè è tutto chiuso… e lui ci prepara del pollo e altre delicatessen al volo…

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Il posto è stato tappa ricreativa di diverse spedizioni desertiche…e quindi pure noi…

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Mangiato il frugale pasto (rispetto a tutto quello che in genere abbiamo fino ad ora trangugiato…) e constatato la qualità del servizio, la simpatia del personale e l’incredibile…ehm…igiene della cucina, il ragazzotto di prima si ripresenta e vuole per forza portarci da un suo amico, gestore di un piccolo albergo…

Dopo circa 200 metri ci fermiamo e io vengo delegato dal sor Lucio, addetto al controllo alloggio e vitto di default, all’annoso compito di capire se la sistemazione proposta è consona al nostro rango…
Casetta bassa, tra tante case simili, rurali, un po scassate… stile abusivo su due piani. Mi infilo in un corridoio, salgo delle anguste scalette…arrivo in una sala, dove c’è un bancone tipo bar…la reception…
Trovo un tipo che mi saluta e mi porta in giro a vedere la stanza….Letti su dei rialzi in pietra…modetissimo ambiente. Bagno al limite della decenza…magari era pulito….Annuisco qui e la, si si si…. mentre lui mi fa girare…Rivado sul pianerottolo e salgo ancora perchè il tipo mi dice che c’è il terrazzo…è bello..C’è la vista…sui tetti e sulle miserie di questa periferia ‘centrale’ di Douz…

Ringrazio e scendo da Lucio, riportando in poche parole che non fa per noi…Un ‘albergo’ cosi costa 7 euro a notte, poco più con la colazione…da questo si passa a 60 per i posti ‘all’europea da 4/5 stelle…Una via di mezzo non c’è

Il tipo con il motorino ci spiega questo gap qualitativo….e ci indica il Saharienen Paradise, che avevo pure sulla mappa e dove essere uno dei nostri papabili. Usciamo per po dal centro, ci infiliamo in un’oasi laterale, verdeggiante e fitta.
Dopo un paio di km, il Saharienne, immerso nella locale vegetazione…
Ingresso importante, tanto verde…stile un po retro ma molto molto bello e accogliente…
Parcheggiate le moto davanti la reception, congediamo il nostro estemporaneo accompagnatore con la giusta mancia…ed entriamo…

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Il posto merita, palme piscina, vialetti tra gli appartamenti che sono piccole ed ampie casette, arredate anni 50 italiano ma molto confortevoli e pulite, ampie…

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Portiamo in fretta i bagagli dentro, ci sistemiamo al volo…Abbiamo in mente di vedere questa ‘famosa’ porta du desert al tramonto…sappiamo di essere ad un km dall’Erg Orientale classico, da dune simili a Ksar Ghilane a pochi passi..

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Riprendiamo le moto ed infatti a circa 1 chilometro …la porta del deserto e un’immenso parco giochi per fuoristrada!!

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E’ divertente! La sabbia compatta, almeno di più rispetto all’oasi! Si riesce ad andare veloci, sulle dune, alte o basse che siano…Grande!!

E’ un posto bellissimo….e ci si ferma piu di una volta a contemplare…e a fare foto alla due mitiche monocilindriche che ci hanno portato fin qui…

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C’è una luce fantastica con il sole basso…tutto assume dei colori caldi …
La sabbia è tiepida e abbastanza compatta da poter salire sulle dune più alte, ma è quasi più difficile scendere dopo. Si sale con il gas allegro ma ….l’insabbiamento è inevitabile se non si percorrono le zone ‘più umide’ ovvero quelle che, nei rari periodi di poggia, con l’acqua si sono maggiormente compattati e induriti

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Lungo i bordi delle dune quindi, il sor Lucio si pianta…
nonostante la cosa in questo contesto sia palesemente un giochetto divertente, non è stato facilissimo tirarlo fuori di li…

Dall’alto di una duna notiamo questo piccolo ultraleggero fluttuare sopra il deserto…scopriremo poi che il pilota è un simpatico connazionale…

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Decidiamo di ritornare su strada, sbucando da un’altra uscita laterale che da sulla strada antistante la porta du desert…la città è a vista ma in mezzo alla dune, se ci si allontana, non è facilissimo orientarsi…

Seguendo la strada, si entra in un piccolo ‘parco giochi’ del deserto: un ampio bar con veranda e tanti tunisini in relax, un piccolo hangar e un pista per l’ultraleggero, una pista per piccoli quad e altri quad più grandi in affitto per escursioni nel deserto.

Ci fermiamo proprio li davanti…

Mentre cerco di addomesticare un cane rabbioso che per poco non ci azzanna entrando…, con il solo potere dello…sguardo (a chi è più cattivo…avreste dovuto vedere la scena ahahah), esce un tunisino dall’hangar un po indispettito…ma non da me ma dal cane, pensando mi stesse facendo del male…
Con me che lo braccavo, sguaiava come…un animale…povera bestia
Il tunisino, sentendomi parlare in italiano mi dice immediatamente che quello li, quello che ci sta girando sulle teste, è proprio un italiano….nonché padrone del posto!

Lo attendiamo davanti al bar, mentre scende dal veivolo, finito l’ultimo giretto serale. E’ un aziano arzillo e lucido, che vive qui da molti anni… dopo la pensione, finito il matrimonio italiano, s’è fermato qui, risposandosi e avendo una figlia con una donna tunisina, mettendo in piedi questa attività e costruendosi locale e casa proprio a ridosso del deserto…Questa storia un po d’altri tempi però ce la racconta in due battute…si sofferma invece molto su come vive tranquillo e su come possano essere gradevoli gli usi locali e la gentilezza delle genti, sulla bellezza e il fascino unico e irresistibile che questi luoghi hanno esercitato su di lui…

Ci lascia un biglietto …e un bel po di emozione e suggestione…Grande Luciano!

http://www.pegasesahara.com/

Siamo ormai all’imbrunire….

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…ma ancora un giretto ce lo facciamo!

Che spettacolo!

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L’albergo è vicinissimo. Parcheggiate comodamente le moto, in camera per una doccia e via a cena…Il ristorante è a ridosso della piscina. Intorno all’area, un bazar, il ristorante appunto, diverse sale comuni….molto gradevole il contesto, come dicevo anche un po ‘hawaii anni 50’ hollywoodiano

Breve pausa bordo piscina, approfittando del wifi dell’albergo…e poi a cena, in una bella sala, caratteristica.
Buffet ricco con le specialità che ormai conosciamo con alcune varianti…Debbo dire che questa cena è stata ancora più ricca e gustosa del lussuoso Pansea, al pari di quella del Sangoo di Tataouine ma più abbondante e saporita…ottimo!

Dopo cena, con il pc dell’albergo sistemiamo su una pennetta i video della telecamerina, postiamo qualcosa sul Before, email e poco altro…siamo stanchi.
Birretta du desert in una hall spaparanzati…fuori fa freschetto e poi a dormire.
Questa volta Lucio nel matrimonialone e io nel ‘lettino ‘da una piazza e mezza’….
Comodissima e riposante notte!
Domani ancora una grande giornata ci attende: lo Chott, Tozeur, Nefta…e l’inizio delle Oasi di montagna…

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