[2010] Tunisia Sahara Rally

Domenica 14 novembre Risveglio lento e tunisino….poche ore di sonno ma sufficientemente comode per recuperare un po. L’albergo è confortevole. Doccetta e si scende nel grande ed elegante salone per la colazione. Si inizia ad assaggiare la cucina tunisina e a prendere confidenza con i sapori locali anche se la colazione è internazionale.  Dolce, latte e caffe che evitiamo pur nel grande hotel, pane e dolcetti imburrati e marmellati, uova, formaggio…insomma un miscuglio energetico. Dopo ancora un po di relax ci si riveste per bene, si parte. paghiamo in euro ma preleviamo poco dopo alcune centinaia di dinar, che valgono poco piu che la metà degli euro Benzina, poco dopo la centrale piazza del BigBen (torre con orologio al centro della piazza d’ingresso di Tunisi) e si prende l’autostrada, l’unica autostrada tunisina, che porta a sud oltre Sfax/Gabes.   Inizia il percorso BLU L’autostrada è comoda, simile alle italiane in questo tratto, si paga ad ogni grande porta/casello, non tantissimo. Dopo decine di km filo costa, caratterizzato da rigogliosa vegetazione e culture di pregio (frutta e uliveti vasti), breve sosta benza e wc in autogrill, anch’esso simile nel bene e nel male ai nostriCome si può vedere le moto sono belle cariche ma si fila via lisci intorno a i 100/110, limite autostradale tunisino. In queste condizioni non si sente molto il peso…la mia però ha l’avantreno che veleggia, leggerissimo e si sente il centro del tacchetto, lo scalino perchè è nuovo nuovo. Nulla di che ma un po di attenzione ci vuole in velocità, specie con il vento laterale che è molto moderatoIl percorso blu prevede l’uscita dall’A1, in direziona Kairouan (si pronuncia Carovan). Dopo qualche strano raccordo, si prende questa grossa arteria provinciale che percorre ancora una verde e rigogliosa campagna. Le zone attraversate sono prettamente rurali. Si attraversano piccoli villaggi lungo la strada, con limite a 50 kmh e spesso con grossi dossi di rallentamento. Non vi sono corsie laterali di emergenza ovvero ci sono ma non sono asfaltate e sono caratterizzate da un profondo scalino laterale spesso…vengono tralatro utilizzate contromano per anticipare la manovra di svolta molto prima dell’incrocio. Insomma grande attenzione, anche perchè ci sono mezzi pesanti e lenti…che a volte si sorpassano tra di loro. Le velocità non sono elevatissme…ma le manovre tunisine sono un po ‘superficiali’…. Lungo il percorso, subito dopo aver passato Kairouan esternamente e fatto di nuovo il pieno, ci fermiamo presso uno dei tanti chioschi lungo la strda, caratterizzati da colonne di fumo intenso e odarnte di arrosto, che viene cucinato…letteralmente in mezzo alla strada. Scegliamo uno dei più ‘normali’ con un minimo di spazio accogliente…Dopo aver trattato con l’esoso oste, ci sediamo e iniziamo a mangiare il succulento arrosto di pecora, selezionato davanti a noi…cocacola immancabile…patatine, arissa (salsa piccante che ci seguirà per tutto il viaggio…)…Unto a volontà….Dolcetti tipici & enterogermina…cafè locale (che sembra d’orzo sebbene lo realizzino con la macchina vera per il caffe da bar)…e si riparte…Abbiamo ancora tanti e tanti km davanti e la notte si avvicina. Ancora una sosta in un autogrill con benzinaio vero. caffe. Punto sull mappa. Il navigatore funziona tralatro piu che egregiamente, sebbene mostri solo la strada percorda e i punti principali Direzione Gabes, sul mare che però circumnavighiamo sul lusco e brusco…dopodichè ci  inoltriamo nell’entroterra con il buio e facciamo decine e decine di km con gli xenon che sparano in alto e illuminano lontano la strada. Spesso guidiamo vicini per aumentarne ulteriormente la portata. Ci fermiamo in un villaggio per fare il punto e per riprenderci un po…fa pure freschino e si sente che intorno, seppur non visibile siamo in una zona desertica e collinare. Ci fermiamo nella semioscurità, vicino ad un bar…non è il massimo qualcuno si avvicina ma si vede che non hanno intenzioni pericolose…scopriremo poi che sono molto incuriositi dall’abbigliamento e sopratutto dalle moto….ma comunque si riparte e non si socializza…non è il caso in quella situazione. Siamo vicini ma non si vede nulla…anzi si sale in collina e si fanno delle belle e impegnative curvette…. In cima un baretto e sottostante, finalmente, la cittadina/villaggio di Matmata! dal baretto parte un motorino che dopo un certo zizzagare ci sorpassa per poi attenderci poco piu giù….è uno dei tanti ‘faccendieri’ che tentano di approcciare i visitatori per proporgli alberghi, ristoranti e altro… Io gli dico subito ‘marhala’ e lui che voleva portarci al sidi driss, non fa una piega e ci porta diretti sul posto, in una piazzetta e proprio davanti all’albergo, ricavato da tipiche grotte berbere, abitate fino a pochi decenni fa, attualmente adibite ad alberghi.Il più famoso è il Sidi drss, quello di Guerre stellari…sono tutti identici…e infatti il ragazzo prende la palla al balzo e ci dice che il nostro si, il Marhala è quello originale… Ad ogni modo ci fermiamo esausti o quasi..diamo uno sguardo in giro, ci facciamo accompagnare dentro e dopo pochi minuti prendiamo possesso della nostra confortevole…grotta!L’antro è confortevole…all’interno la temperatura è costante, ne freddo ne caldo. la porta precaria e piena di spifferi, è però accessoriata con una moderna serraturaBreve posizionamento dei bagagli e predisposizione per la notte con pesant coperte. Si va a cena in uno dei locali grottino attigui.Ci servono subito arissa olive e un brodino piccante speziatissimo che suggeremo avidi, ignari dell’intriseca ‘pesantezza’ notturna. Poi il brick, anch’esso una costante per tutto il viaggio, ovvero un involtino fritto ripieno di uovo, patate, verdure varie e tonno. gradevole e saporito. Poi cous cous e relativa salsa, agnello in umido, anch’esso con una gustosa salsa, alcune verdure, docetto, caffè locale Birretta a parte…l’alcool pare quasi vietato, non si vede nei locali pubblici ma solo negli alberghi ai turisti…mah….la birra tunisian, in due versioni è un po dolce ma gradevole…altrimenti sempre cocacola. Acqua servita sempre in bottglia chiusa. Si va a nanna dopo aver bighellonato un po, tra le varie ‘piazzette’ della struttura e il piazzale dove abbiamo lasciato le moto. Chiuso con il robusto portone il grottino, i due orsetti russatori, aprono la notte tunisienne, con una colorita e ancestrale colonna sonora, molto appropriata all’ambiente berbero… Mostrandovi le immagini di lunedi, vi descriverò la struttura di queste antiche abitazioni

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