Totò Le Motò, il Minchia del Deserto…[World Tourer]

Antonio Femìa, in arte Totò le Motò, è un calabrese che vive a Roma, un motociclista che non vanta un’esperienza pluridecennale “dal triciclo all’hayabusa” ma il cui blasone da traveler, negli ultimi anni, si è arricchito di varie esperienze di viaggio e di vita. Dei suoi viaggi, scrive, da qualche tempo, sul blog totolemoto.it e lo fa in modo, a mio parere, molto gradevole.  Leggendo, ci si fa immediatamente un’idea di lui:  approccio al viaggio abbastanza disimpegnato tecnicamente, un po zingaro e alla mano ma senza eccessi, facile al rapporto umano. Un uomo dall’approccio semplice,  facilitato anche dall’aspetto mediterraneo.

….denti d’oro e facce poco raccomandabili da pitbull dell’est o meno… lui li “abbraccia” tutti, condividendo vodka e risate in situazioni di vita “normale”, in cui si trova quasi sempre a suo agio.

Totò che viaggia, è aperto al mondo, alla storia delle terre che attraversa, alla cultura della gente che le abita, e approccia tutto questo direi con fede, una fiducia imponderabile (a volte improbabile) ma sincera verso la sorte, descrivendo in modo umano e autoironico  le esperienze che il  suo stare al mondo da motoviaggiatore, generano.

Uno dei suoi viaggi, quello più ad est finora, lo ha condotto a Samarcanda, un luogo mitologico, “mitico” direi, collocabile, nel nostro immaginario da italiani medi con l’utilitaria, diciamo tra Vecchioni e Marco Polo. Spezie e conturbanti donne brune, cammelli e sole. Sabbia e luoghi esotici lontani…

Samarcanda sta qui (punto j della mappa

Ci si arriva tribolando su strade relativamente percorribili  e questo è il giro a forma di ‘8’ che Totò ha realizzato, toccando molti luoghi impronunciabili dell’Asia. Un bel giretto.

Da questo viaggio, come fanno tanti (di noi aspiranti) motoviaggiatori, inizia a scrivere dei report nei forum che ha frequentato, probabilmente per sapere di più dei viaggi, della sua ultima moto (una bella Yamaha XT660Z nera come la mia Yra…). Il report diventa consistente, pieno di foto suggestive, accompagnato da musiche ispiranti atmosfere balcaniche e  mittel asiatiche…ma soprattutto Antonio inizia a scrivere di queste cose  in un modo coinvolgente, divertente, ironico, disincantato. Non vuole strappare la lacrima a nessuno (semmai la fa venire dal ridere..) facendoci avvicinare a quelle situazioni che molti di noi hanno vissuto in viaggi simili, magari meno impegnativi ma nelle quali ci ritroviamo con naturalezza.

Totò da qualche giorno ha pubblicato questa storia in un libro ‘digitale’, un e-book che ho acquistato su Amazon e che ho letto in un’unica, appassionante sessione.

QUESTA NON È UNA GUIDA.L’EBOOK DI TOTÒ LE MOTÒ

 

Totò tiene a dire che ….

Questa non è una guida

Iniziata come un report sui forum di motociclismo, questa storia è diventata man mano un racconto interiore sull’esperienza del Viaggio nella sua accezione più generale. Momenti, profumi e stati d’animo narrati dall’autore in uno stile schietto e ruspante ,alla scoperta di un pezzo in più del mondo e di se stesso. Un viaggio di 35 giorni in solitaria, mai da solo, attraverso Romania, Ucraina, Kazakhstan, Georgia e Turchia per raggiungere una meta che, per quanto quasi mitologica, è soprattutto un pretesto per vivere la strada e le storie che la costellano. Una storia raccontata da parole, immagini e completata da una colonna sonora da ascoltare in streaming. Scaldate il motore e allacciatevi il casco. Si va a Est.

 

…io aggiungerei meno male perchè c’è una certa inflazione di report poco emotivi, molto punto-punto, con il peccato delle foto ormai, purtroppo, sempre uguali, riprese in luoghi che fino a 100 anni fa erano pienamente nel mito, pressoché irraggiungibili. Trovo calzante l’articolo che Motociclismo ha dedicato al libro, in generale, e vicino al mio pensiero in quelle parole con cui si descrivono i mototraveler un po troppo sponsorizzati.

 

Leggendolo mi sono semplicemente divertito: immerso nel racconto, mi sono immedesimato nelle situazioni, spesso ridendo da solo e parlando con Totò virtualmente, ho visto me stesso dare pacche sulle spalle a rozzi camionisti o a buttarmi in mezzo ad una festa di nozze a braccia aperte, gridando “…amici, fratelli, sono italocalabrese, mangio speziato e piccante anch’io,  siamo amici… “

Si, sono proprio io, bevo birra e vodka, mangio con le mani, sorrido a questi estemporanei amici, con il culo quadrato e stanco dei tanti solchi e buche, sporco di polvere e terra. Con le mani che sanno di benzina, davanti a quegli spazi immensi e a quella luce, avrei pure ripreso a fumare…

…che spettacolo… Totò uno di noi….

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