[2010] AlpenSommerTreffen Vezza D’Oglio

Report del bellissimo viaggio realizzato nell’agosto del 2010

Sabato 21 agosto 2010

Primo giorno, partenza da Roma, primo appuntamento entrata A1, dopo il GRA e secondo appuntamento primo autogrill dopo l’uscita Val di Chiana. Totale km 700 circa. LINK alla mappa

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Finalmente si parte! Sveglia alle 4 del mattino, dopo essere andato come al solito in questi casi, a letto tardissimo. …

Circa due ore di sonno ‘agitato’. Moto caricata per bene sotto al portone (si scoprirà poi alla partenza che le avevo montate al contrariooo…eheheh) e si parte per la Punta con la Daddo’s Family

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Nessuna foto per il primo appuntamento, all’entrata A1, dopo il GRA. Baci e abbracci. Colazione e si parte per il secondo appuntamento, autogrill dopo l’uscita Val di Chiana, con la Feo’s family.
Ricordo che abbiamo fatto tutta una tirata, non sono moltissimi km…ed eccoci qui ad attendere gli umbri…

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…che dopo un po…arrivano…!

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Un minimo di relaz….e si parte di nuovo. Abbiamo ancora da fare poco meno di 600 km da li. Facciamo tre soste, mi pare, di cui l’ultima dopo Brescia. Ecco un paio di foto presso due dei tre autogrill

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Il viaggio è lungo e stancante ma si fila via lisci fino alla Daddo’s Mountains Home, a Vezza D’oglio! Nel frattempo si pregusta ciò che avremo modo di vedere, esponenzialmente amplificato in termini di bellezza e maestosità, nei giorni successivi, passando lungo il lago di Iseo. Spettacolo!…ancor più dopo tutti quei km di autostrada.

Eccoci quasi al momento dell’arrivo. Un video, che presto inserirò su YT, vi farà vedere come abbiamo ‘festeggiato’

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Al volo saliamo in casa ….spettacolo! Relaz

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….e subito qualcuno si preoccupa della dispensa…avete presente Yoghi e Bubu?

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La graziosa casetta di Ale e Anto è più che ospitale ed è graziosissima! In tipico stile alpinoooo (muuu)! La sala ha una grande finiestra che da su un bel balconcino. Da qui si ha una magnifica veduta sull’Adamello

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in 4 e 4otto ci prepariamo per uscire…non vogliamo oziare più di tanto.
Si va in paese, Vezza D’Oglio. In centro che dista poche centinaia di metri….

Prima ci imbattimo in una pattuglia..di puffi

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Il tipico paese montano è grazioso e frequentato…ma noi si pensa all apappa della sera…

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Siamo in pieno relaz e cazzeggio…si sta bene, fa fresco…

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…e capita pure che il paese è tappa conclusiva di un percorso rievocativo di moto storiche. Bellissime!

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Posterò a breve dei video about…Uno spettacolo vero!

Fatta la spesa, ci prendiamo un bel cocktail in piazza, Spritz, in compagnia degli amici milanesi di Aleardo e Anto (nonche vicini di casa qui a Vezza), incontrati anche in occasione dell’EICMA del 2009.

A casetta una bella cenetta precompilata ma ottima….(i pizzoccheri…il giorno dopo ho acquistato -Silvia, tnx- l’enterogermina ehehehe), il cervo, il cerbiatto…il puzzone…Insomma, ad una certa, eravamo stracotti, anche perchè il buon Daddo ha aperto il forziere, tirando fuori dell’ottima grappa aromatizzata…al PINO MUUUUGOO! ehehe..Nonche il mittico Kirsch con il quale abbiamo inventato un cocktail micidiale degno, di divenire un best seller….! Groan…burp.
Disposizione delle camere: in cameretta, letti a castello, Silvia sopra e Feo sotto 
Nella sontuosa camera matrimoniale, giustamente, i padroni di casa. In sala da pranzo, sul divano letto, vista Adamello, e ante focolare in pietra, me medesimo.
In merito a questa mia sistemazione modesta (eheheh), appurato che il letto divano matrimonale poteva reggermi, aggiungo che, a parte il tira su e tira giu mattutino e serale, si è rivelata una felicissima soluzione. Al mattino presto mi svegliavo all’alba  …ma mi godevo dei colori da cartolina…e la sera potevo vedere la tv fino a tardi…e si sa Telepadania la notte…fa cose turche

 

Domenica 22 agosto 2010
Secondo giorno, partenza da Vezza d’oglio alla buon ora. Passo del Gavia, Santa Caterina Val Furva, Torri del Fraele. Piccolo break davanti al lago di Cancano. Pranzo e shopping a Livigno. Ingresso in Svizzera, attraverso il passo del Gallo e la sua strettissima e lunghissima galleria. Il mitico Passo dello Stelvio, raggiunto alle sei di sera
Ritorno per Aprica, Valtellina. Arrivo a Ponte di Legno per una pizza
Totale km 300 circa

Link alla Mappa

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Partenza da Vezza d’oglio alla buon ora. Passo del Gavia, Santa Caterina Val Furva, Torri del Fraele., lago di Cancano, Livigno, Svitzera, Passo del Gallo, Passo dello Stelvio, ritorno per Aprica, Valtellina, Ponte di Legno

Caricati ben bene dalla sera prima, tra previsioni e mappe, ci siamo svegliati all’unisono (più o meno) alla buon’ora, pronti per affrontare quella che si rivelerà una GRANDE giornata in moto.
Da Vezza ci dirigiamo verso il Gavia, pasando per Ponte di Legno. Tutto intorno a noi è nuovo e già salendo, ci si fa un’idea di ciò che ci attenderà più in alto.
Dopo Ponte, bivio: o si va per il Tonale o per il Gavia. Proseguendo per quest’ultimo, si inzia la lunga salita, tra tornati a gomito, il cui dislivello ci fa salire ogni volta di 10/20 metri, e precipizi incredibili. Dopo un po ci si fa la mano e non si pensa a cosa c’è sotto ma si guarda in alto, sentendo l’aria farsi sempre più fresca e pura.
In cima al Gavia, uno spettacolo di laghetto glaciale. Qui ci fermiamo senza pensarci due volte: lo spettacolo è incredibile.

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Tra le varie gags, io e Lucio prendiamo la pasticchetta canonica, suggendo acqua pura, direttamente dalle cristalline acque del laghetto…ehehehe (tra le foto di Daddo)…Io poi avrò delle ripercussioni ehehe che però, penso di non poter legare a questo inconsueto bere…

Dopo varie foto e fotarelle, dobbiamo ridiscendere dall’ameno e incantato luogo (considerate che eravamo al primo Passo…) per dirigerci, in valle, verso l’incantevole Santa Caterina Val Furva. La discesa è impegnativa almeno quanto la salita. Curve mozzafiato, con un occhio alle condizioni del manto…ma una goduria.
Attraversato il paesino, su indicazione di Daddo e Anto, in alto, tra ripidi pendii e gole, si intravede una strada a zigzag che segna la costa della montagna, come se fosse un enorme tatuaggio: sono le infinite curve e tornanti per raggiungere le Torri di Fraele. I tornanti qui raggiungono il limite dell’incredibile (ancora non abbiamo visto lo Stelvio) e sono percorribili a velocità bassisima, con brevi allunghi sui rettilinei tra una curva e l’altra.
Giunti sulla cima, percorrendo strettissime e umide gallerie popolate da caprette brucanti il muschio, ci sia pre uno scenario fantastico…le Torri e la magnifica vista della valle e dei massicci montuosi della Valtellina.
Qui, giustamente, facciamo una breve sosta

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Risaliti in moto, ci inoltriamo sul pianoro dietro le Torri, fino a giungere ad una splendida gola, caratterizzata da laghi artificiali. Ci fermiamo su Lago di Cancano, dove ci concediamo un break, per alcuni di noi, una vera e propria anteprima del pranzo (indovinate chi ha magnato in questa occasione? eehehehe)

Ridiscendiamo verso Santa Caterina, svoltando prima in direzione Livigno, agognata per lo sciopping selvaggio …e per il pranzo, percorrendo diversi km attraverso la spettacolare Valdidendro.
Raggiunta Livigno, ci preoccupiamo per il pranzetto che si svolge in un grazioso Albergo-Ristorante in centro, prezzi esposti….Alla fine si mangia più che bene, i conti non tornano molto….ma è così che va…C’ha un po spellato, con coperti, acqua preziosa e altro…
Ma siamo a Livigno o no? La cittadina è ben curata, caratteristica tra case di legno e lussuosi negozi, incastonata a valle, tra montagne e splendidi prati alpini. Lo sciopping …? Mhm…meglio limitarci ai consueti e consigliati acquisti. alcool, liquori, profumi, sigarette…
Non preoccupandoci molto del tempo, si riparte con calma, direzione Svizzera, a pochi km, passando per un passaggio artificiale, la mitica galleria del Passo del Gallo, che forando la montagna, ci evita svariati km di giro in più.
Per arrivarci, una lunga, silenziosa e stretta valle, con i basso l’inizio di un grande lago artificiale, quasi tutta la strada tra incredibili gallerie e tettoie anti-frana. Il silenzio, la lunga discesa, la bellezza del luogo, ci portano a diradarci un po, per cercare quel suono del vento nel casco, che solo in poche occasioni abbiamo modo di assaporare. Tra allunghi a gas aperto (eh si…) intervallati da motore al minimo e vento ‘tra i caschi’…arriviamo alla fine della gola, davanti ad una imponente diga, che attraversiamo fino al punto di accesso, dove c’è un gabbiotto con un tizio, al quale versiamo il dazio, il pedaggio…8 euro a moto (!!!!!) ———–

Siamo tre, pago io che sono il primo….
Bene …3X8…18 euro grazie…..
GhGhGHgHGh ehehehe! Okey, 18 euro…eccol…
Ehm…Scusatemi, sono 24 euro…
Ah…ok, 24 euro…
ahahahaha

Dopo questa incredibile scenetta, sul tetto del mondo, rapida curvetta, breve rettilieno e sosta insieme ad un altro centauro tedesco con CBR e alcune auto, in attesa del verde.

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Defluite le ultime auto in senso opposto, si accende il verde, si accendono i motori (che rompono il silenzio incantato) e si entra piano piano in una specie di portone…Immaginate il buco, appena sufficente per un camper, unico senso di marcia, altezza 3 metri circa…
Un lungo budello di 7 km, nel cuore della montagna…nulla a che fare con le ‘nostre gallerie’. Una roba incredibile…come è incredibile il rombo dei motori li dentro.
Infatti, dopo il primo km, percorsa una curva impensabile all’interno, come se si piombasse su un muro…(non si capisce, sembra che la galleria sia chiusa dalla roccia!!!!), 1a, 2a, 3a, 4a, 5a, 6a….il tizio con il CBR davanti, spinto pur eun po da noi…120/140!
Proiettili dentro una canna di fucile, questa è la sensazione che abbiamo avuto! Rombo incredibile e temperatura bassissima all’interno…Più faceva freddo e più il ritmo aumentava…..ehehehe

In lontananza, un piccolo foro di luce che si avvicina sempre più. Siamo in Svitzera che ci accoglie subito con una dogana…assolutamente vuota.
I km di strada a seguire sono tra i più belli che abbiamo percorso: larghissima, in un saliscendi spettacolare, tra boschi di betulle, alti picchi di roccia bianca. Pratino ‘heidi’s style’ curatissimo bordo strada.
Un silenzio unico….e la moto che fila via, veloce…il contakm si vede proforma…senza esagerare ma in quel contesto il 60/70 di una nostra strada di campagna, diventano 130/140 e sembra di essere fermi…di galleggiare….
Una autostrada fantastica in mezzo alle alpi, senza incrociare una, dico una sola auto….
Io non faccio altro che scuotere la testa, incredulo di tanta bellezza…
La Valle Mostair….non ci sono altre parole…se non che dura poco tempo…Ma ci attende il bivio per il mito: Passo dello Stelvio. Siamo in pieno pomerigio, dovremmo essere già sulla strada di ritorno. Ma è li che dobbiamo passare. E’ li che VOGLIAMO passare!!!!
Si sale su una ripidissima strada, a zig e zag su un pendio scosceso, brullo…50 mt e curva gomito, 50 mt e curva a gomito. Infinite
Incrociamo di tutto a scendere: motociclisti iperdotati, camper…salendo ci si domanda più volte. ma quando finisce…!
Il tempo passa, aumenta il freddo e la luce si fa bianca, intensa: l’aria è evidentemente più rarefatta.
Giunti nel piazzale, scendiamo veloci dalle moto. Nonostante la presenza di altra gente, bancarelle e negozietti…(tanto per dire che, nonostante la fatica, non siamo i primi ad arrivare lassu ehehehe) tolto il casco abbiamo dei sorrisi surreali, inebetiti.
Che spettacolo! 2700 e passa metri slm! Il ghiacciaio ancora più in alto. la sensazione di essere sulla cima del mondo ci pervade. la vista di altri motociclisti ci emoziona e ci fa pensare che la vetta, la meta raggiunta è un mito…E’ un posto di quelli che ci devi passare…..un piccolo CapoNord da vivere almeno una volta…

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Preso l’immancabile adesivo del mitico passo da esibizione, ridiscendiamo dal versante opposto…e qui inizia la vera goduria da un punto di vista squisitamente motociclistico.

Tornanti a non finire ma meno stretti e tutti prevedibilmente a portata d’occhio. Penso che sia probabilmente il percorso misto più bello che ho mai percorso…

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A metà circa, iniziano dei brevi rettilinei, intervallati dalle gallerie e tettoie sotto la roccia. Silenzio assoluto e in alto, lo Stelvio appena valicato. La discesa dura più di 30 minuti…Non so quante curve abbiamo fatto in tutto…sta di fatto che la bella cittadina di Bormio ci sembra una metropoli..e quel poco di traffico locale, un ingorgo inestricabile.

Il percorso da li per il ritorno a casa, e stato piuttosto lungo, al fine di evitare, in piena notte, un altro mostro sacro, il Gavia..In piena notte meglio di no (ma arriveremo vicini vicini ad una situazione simile…)
Valdisotto, Valtellina. Breve sosta e via a tornare indietro dopo Tirano, per Aprica, Edolo, Vezza D’Oglio.
Decidiamo, vista l’ora, per una pizza, in un bel locale poco prima di Ponte di Legno.
Piacevole la pizza e l’allegria nel raccontarci reciprocamente le sensazioni raccolte durante questa fantastica, incredibile, intensissima giornata in moto.

E Poi? Vezza D’Oglio….ronf ronf….(per conciliare il buon riposo Kirsh+Cocacola, terapia con grappa al pino muuuugoo….)
Sogni d’oro…sogni del lunedi motomontano…

 

Lunedi 23 agosto 2010

Terzo giorno, partienza con molta calma, Ponte di Legno, Passo del Tonale, Val di Sole, Vermiglio. Madonna di Campiglio, attraversando il passo di Campo Carlo Magno, tra le Dolomiti del Brenta e la Bresanella. Valle Nambrone e pranzo presso l’omonimo rifugio.
Salita fino a quota 2200 sino ai laghetti di Cornisello. Discesa in Val di Genova con le spettacolari cascate di Nardis.
Ritorno notturno ripercorrendo gli stessi passi (Carlo Magno, Tonale)
Totale km 200 circa

Link alla mappa

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L’indomani mattina, reduci dal lungo e impegnativo giro della domenica, ci svegliamo e prepariamo con molta calma.

Tra una colazione e un briefing sul giro da fare, si fanno le 10.30 circa e si esce.
Passando per Ponte di Legno, si raggiunge il Passo del Tonale, anche’esso da annoverare tra i più famosi ed ambiti ma più ‘di mano’, avendolo a ‘pochi km’ e passaggio più usuale per Madonna di Campiglio e l’ingresso in Trentino

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Scendendo dal Tonale, la strada è bellissima. Buon asfalto, di un colore marrone rossastro, aggrappante. Peccato per un po di traffico di auto e mezzi pesanti.
Attraversando la splendida Val di Sole, passando per Vermiglio, si raggiunge Madonna di Campiglio, attraversando il passo di Campo Carlo Magno, tra le Dolomiti del Brenta e la Bresanella.

Un altro gran bel passo. Boschi fittissimi, strada meno pulita ma estremamente godibile per la varietà del paesaggio.
Entrati in Trentino, la fame si comincia a sentire di più….e iniziamo a cercare lungo la strada. Il buon Daddo consiglia di addentrarci nella Valle Nambrone dove ricorda un rifugio che può…’soddisfare le nostre esigenze’ e allo stesso tempo essere luogo di visita e ulteriore soddisfazione.

Entriamo all’interno di una stretta valle, percorsa da una strada poco più che rurale. Tra magnifici boschi e scroscianti ruscelli e cascate, trofiamo il delizioso ristorantino del rifugio.

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Il pranzo, ricco di specialità e leccornie, si protrae un po…Si sta roppo bene, ci si rilassa e riposa nel fresco delle valle.
Fermandoci, non ci siamo accorti che immediatamente dopo, iniziano delle bellissime aree di sosta, tra le anse di un ruscello montano. Più in alto infatti, ad oltre 2200 mt, ci sono altri due rifugi e i laghetti di Cornisello.

La strada è piuttosto sconnessa…Il tempo sembra peggiorare sempre più ma salendo, ci si rende conto che lassù deve esserci qualcosa di bellissimo e assolutamente da visitare…

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Raggiunta la cima e il rifuigio, il panorama è spettacolare. L’ultimo tratto, su una strada non asfaltata e molto sconnessa, costringe i centauri in coppia a far scendere le zavorrine…Io invece proseguo e arrivo in cima per primo, e trovo un posto fantastico…. Mi ‘ergo’ su un blocco di roccia e da li vedo i nostri salire…piccoli piccoli. Il dislivello è notevole…

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Immediatamente dopo il rifugio, proseguendo a piedi, ci si apre davanti lo scenario dei laghetti glaciali di Cornisello.
In un silenzio assoluto..ci fermiamo ad ammirare lo spettacolo naturale.

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…E’ tardi per i nostri prossimi obiettivi. Si riparte, percorrendo lo stesso percorso dell’andata, sino all’inizio delal stradina per il primo rifugio. In discesa il tutto diventa molto più impegnativo, viste le condizioni della strada.

Dopo qualche km sulla provinciale, si entra in piena Val di Genova, lunga e stretta valle, percorsa da un impetuoso ruscello e costeggiata da fitti boschi di conifere. Lo scenario è quello dei boschi montani americani dei film…conifere imponenti e il classico’ ruscellone da rafting…
Dopo qualche km, preannunciate da bianchi vapori acquei, le magnifiche cascate di Nardis.

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Tra vapore intenso e fragoroso rumore, scattiamo tante altre belle foto (tra quelle di Daddo e Silvia)
Cerchiamo di farne alcune spettacolare, con le moto schierate…mentre faccio una manovra con il mio ‘solito casco in bilico sulla sella’…il casco, giustamente casca…e va a finire sotto la ruota del fuoristrada del soccorso alpino, che transitava proprio in quel momento. Fortunatamente non si spacca tutto, rimane danneggiata solo la visiera che viene prontamente riparata con l’Attack (magico Lucio che si porta di tutto in moto…) e con del nastro adesivo trasparente, reperito nel vicino risto/albergo adiacente.

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S’è fatto piuttosto tardi e si ritorna velocemente, ripercorrendo i stessi luoghi dell’andata… e i stessi passi, che di sera si fanno nettamente più impegnativi e al contempo suggestivi.
Si arriva a vezza ormai in piena sera…si cena in casa tranqullamente, disponendo dei viveri necessari (previdenti signore BMB) e ci si riposa, definendo già il da farsi del giorno successivo…..che sarà un’altra bellissima giornata!

Martedi 24 agosto 2010

Quarto giorno, giro di tre laghi per raggiungere Ferruccio e Fulvia, amici di NorthKap di Lucio e Silvia. Partenza da Vezza, direzione Breno. Passo Crocedomini, lago di Idro attraverso la Val Vestina fino a vedere il Garda. Ritorno scendendo lungo il Garda, Brescia. Lago di Iseo e fermata a Bienno per la cena.
Rientro a Vezza D’oglio
Totale km 300 circa

Link alla Mappa

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Il quarto giorno di questa spettacolare vacanza si caratterizza per la visita a Ferruccio e Fulvia, amici di NorthKap di Lucio e Silvia e per aver toccato ben tre laghi: Idro, Garda, Iseo. Si parte alla buon ora da Vezza, direzione Breno. La strada fila liscia, fino al magnifico passo del Crocedomini… Non c’è molto da dire…solo da guardare…magnifico!

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Fate caso a questa foto…Daddo e Anto…si vedono tre volte!!

Paesaggi da cartolina. Strada bellissima ma impegnativa, un po per le condizioni del manto, un po per i curvoni spesso con relativo strapiombone sottostante.

Dopo pochi chilometri siamo a ridosso del Lago di Idro, magnifico specchio d’acqua tra le montagne. Poche foto qui perchè tra l’impegno di capire dove ci si trovi e quello per guidare, tra incredibili strade e curve dal ritmo impressionante, non trovo il tempo di scattare e scarse sono le soste vere, senza casco.
Si percorre quindi l’impervia Val Vestina, cuneo tra le imponenti montagne, solcata da impetuosi ruscelli. La strada come dicevo, è molto impegnativa e siamo distrutti a neanche metà giornata. Freni, polsi, schiene e sederi che chiedono di fermarsi e riposare….
Al limite però, finalmente, troviamo lungo la strada il mitico Ferruccio con la sua incredibile yama XT, sellata con vero vello di pecora! ehehehe (chi l’ha fotografata?)
Un saluto veloce e senza fermarci, lo seguiamo in un dedalo di strade e stradine, in gran parte sterrate, sino alla nuova casa in legno, collocata in un luogo ameno e incantevole, quanto selvaggio, vista Garda.

Ad accoglierci Fulvia….ed una imbandita tavola all’aperto. Seguono ore di relax tra cani, cavalli, barbeque e racconti di viaggio di Ferruccio e Fulvia, veterani dell’ontheroad off limits….
Ore piacevoli e rilassanti trascorse veloci e in allegria. Il posto, ribadisco, è bellissimo e immerso nella natura…

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…qui si può notare il mio livello di rilassamento…
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Si riparte, dopo aver stabilito di percorrere la strada forse più lunga, meno suggestiva ma meno stressante, vista la stanchezza generale che ancora permane. Quindi si scende per il Garda, passando per Salò, dove ci si ferma per un caffè quasi lungolago (e per tentare di soccorrere un tipo con il sidecar fermo in salita e in curva..ehehe)
E’ comunque una buona occasione per percorrere le strade da questo versante del Garda. Non si vede molto ma alla fine si fa presto
Giungiamo abbastanza rapidamente a ridosso di Brescia, per poi percorere velocemente la strada comoda che sale lungo l’Iseo.
Ci fermiamo diverse volte, per la benza e per decidere cosa fare per la sera e dove cenare.
Si decide per una sosta a Bienno, magnifica cittadina dall’intesa vita culturale e notturna. Qui troviamo in corso una festa paesana e diversi stands gastronomici organizzati dai vari clubs calcistici e di quartiere.
Dopo aver mangiato polenta, magnifici formaggi e salumi a prezzi accessibili, io e il sor Lucio, ci fermiamo pigri a tavola e il resto del gruppo inizia l’agognata visita al paesello.
Rientriamo a Vezza a notte inoltrata, stanchi ma felici dell’ennesima splendida, intensissima giornata.
Nonostante la tarda ora….mini briefing per il giorno dopo….già è tutto chiaro: sarà uno spettacolo!!
Io mi spaparanzo sul divano letto…un’occhiata all’Adamello….Tomb…ZzzzZZZZzzzzz

Mercoledi 25 agosto 2010

Quinto giorno, otto passi; APRICA (direzione Tirano), BERNINA (piena Svizzera), FORCOLA di LIVIGNO (pranzo picnic in Italia)
PASSO DEL GALLO (tunnel, Svizzera), PASSO DEL FUORN, PASSO UMBRAIL (un mito..svizzera)
PASSO DELLO STELVIO (per la seconda volta), PASSO DEL GAVIA (tra le nuvole e quasi notte)
Rientro notturno passando per Ponte di Legno, Vezza D’oglio
Totale km 260 circa

Link alla Mappa

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Otto passi!!! Otto!

Il quinto giorno di questa vacanza unica si caratterizza per il percorso motociclistico caratterizzato dal passaggio di ben otto passi alpini.
Veloce briefing mattutino, pensando già a Tirano e la sua magnifica chiesa all’ingresso della cittadina, di cui avevamo già sottolineato l’interesse (abbiamo la dr.ssa Silvia con noi….non dimentichiamolo)
Si parte alla buon ora …

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….scendendo a valle: APRICA che oltre ad essere una ridente località turistica, rappresenta pure un vallo/pass, direzione Tirano. Strada gradevole ma siamo abituati ormai a ben altro e a frequentare strade pressochè deserte….
A Tirano, parcheggiamo propiro davanti la chiesa…entriamo e subito ci rendiamo conto della bellezza di questo luogo

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Imponente l’organo, bellissima la volta della cupolia

Aperitivo/caffè e relax prima di ripartire, nel centrale bar antistante.
Ci rimettiamo in moto, direzione Svizzera attraversando più avanti il mitico passo del Bernina.
Il confine è a ridosso di Tirano: si inizia a salire, siamo già in Svizzera e costeggiamo la mitica tratta ferroviaria, percorsa dal trenino rosso del Bernina. Lo vediamo passare in senso contrario, accanto a noi. D’inverno deve essere fantastica la vista delle valli nnevate, dai suoi finestrini panoramici…

La strada è impegnativa, ma curata, larga come tutte le tratte svizzere che abbiamo finora percorso.
Iniziano le curve e sono a dir poco strupefacenti! In salita, larghe, lunge…(talmente si gioisce…che non ci si ferma e non si fotografa)….tra canaloni di roccia, costeggiando la montagna, sino a giungere ad un altro mito, il Passo del Bernina, sotto l’omonima catena montuosa.

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Breve sosta sul piazzale davanti il rifugio ad ammirare il maestoso panorama. Fa anche un po freschino.
Breve visita al baretto per acquistare lo scudetto adesivo che sancisce indelebilmente anche questa conquista alpina.

Si riparte, scendendo più a valle, direzione Livigno, rientrando dopo pochi km in Italia.
Poco prima di Livigno, ci fermiamo in un ameno luogo, praticello, verdi valli…per una sosta picnic, consumando panini imbottitti di Puzzone, speck e salumi vari, preventivamente preparati la mattina a casa dalle ‘nostre’ ladies…

Spettacolo!!! Relacsss

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Scendiamo rifocillati e riposati a Livigmo. Sosta breve per un caffè lungo la strada principale (presso una bistteccheria con Vespe e moto d’epoca a mo’ di insegne…) e poi un po di oculato sciopping culinario presso un markett del paesone extradoganale

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E ora che si fa?….Passo del Gallo e l’incredibile galleria e a portata…di prima, seconda e terzaaa!
Via! In un attimo ritorniamo lungo la stretta vallata, arriviamo al ‘casello’ ripaghiamo gli otto euro a moto…e attendiamo il verde…

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Percorriamo ancora un volta questo angusto e lunghissimo budelo nella roccia…con la differenza che ora sono davanti a tutti…chevelodicoaffà….ancora non mi è arrivato nulla dalla CH a casa….ops

All’uscita la ‘solita dogana’ vuota….la oltrepassiamo e ripercorriamo le spettacolari strade svizzere, ampie, vuote, immerse nella natura, ad una andatura veloce, molto veloce…siamo soli soli…ed è una cosa FANTASTICA!

Dopo diversi km di vero godimento….

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…mini briefing ad un incrocio (anche per questioni fisiologiche…) e via, si Ri sale questa volta puntando ad un altro mito, in territorio svizzero, l”UMBRAIL PASS!

la strada è incredibile. quasi tutta in ombra, lunghissimi rettileni appena in pendenza, salgono e scendono dai versanti opposti della montagna. Dopo un lungo tratto…inizia, appena prima dei veri tornanti, un lungo percorso sullo sterrato.
A me non pare vero, in barba all’assetto sportivo e al puntale….Sgommo e derapo…che sembro il sor Giampa nei momenti migliori.
Il gruppo si compatta poco prima di salire. Ci passa un tipo abbastanza tranquillo con un Moster ma appena dopo il sorpasso, sarà per l’effetto del Puzone, a me sembra che la sua sagoma si modifichi, diventando così una specie di lepre da cinodromo….e così per diverse curve e km mi diverto ad inseguirlo…Spettaolo…!
Dopo averlo ‘ghermito’ per bene…..uno spettacolo ci si para davanti: la montagna imponente con lo Stelvio in alto e noi proprio sopra la linea di confine tra Italia e Svizzera, proprio sull’Umbrail!

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Emozionati. Felici…
A pensare che la prima volta, sullo Stelvio, si era ad un pass da quest’altro gigante dei passi….
Ma lo Stelvio è li! A portata di mano…visibile in alto e a pochi km!
Si riparte e si ritorna su, ancora più in alto, godendoci queste curve fantastiche, percorse da diversi motociclisti che non fanno altro che fare su e giù dal passo, quasi inebetiti da tanto splendore…

Dallo Stelvio, dopo una sosta caffè e varie…ripartiamo veloci, si sta facendo tardi e il percorso prevede un discretamente lungo ritorno, con un altro impegnativo passo, il Gavia, appena sopra a Ponte di Legno e quindi alla base.

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Dopo diversi km, saliamo sulll’ultimo passo della giornata, con un clima freddino, direi quasi gelido.
La temperatura si è abbassata bruscamente, siamo all’imbrunire…e una fitta nebbia avvolge la montagna…
ci fermiamo. l’atmosfera è surreale….

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Indossate maglie emaglette di rinforzo…iniziamo la discesa sull’altro versante….quello più impegnativo, strada strettissima, burroni a picco, nebbia intensissima. 4 frecce accese…piano piano

Appena sotto la montagna, in una stretta valle con ruscelletto alpestre, ormai quasi notte, ci fermiamo presso un caseificio tipico, casetta di roccia….. Bellissima sosta! Che posto…..
Non compriamo nulla…..seeeeeeeeeeeeeeee….formagetti e leccorie varie e si riparte per casa.

Dobbiamo fare ancora diversi km, freddino e al buio ma la zona è ormai nota…e dopo qualche minuto (e diversi tornanti) ci ritroviamo a Ponte di Legno e quindi a Vezza…

Il rersto della serata? A voi immaginare…

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Solo un indizio: il fuoco non fa solo calore e compagnia….

 

Giovedi 26 agosto 2010

sesto giorno. Passo del Mortirolo spettacolare e a portata di mano, discesa per Trivigno e passo della APRICA.
Aperitivo e poi a casa per preparare il picnic, consumato ai piedi dell’Adamello, a due passi da casa.
Rientro relaz e serata a Bienno, magnifica cittadina dall’intensa vita serale, piena di piccole botteghe artigianali
musei aperti sulle antiche tradizioni e mestieri locali.
Rientro notturno a Vezza D’oglio, passando per Edolo
Totale km 200 circa

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Il sesto giorno si caratterizza per la grande varietà di cose fatte e vissute: durante la mattinata scendiamo a valle, per poi risalire subito dopo, sul bellissimo passo del Mortirolo, sopra Vezza, lato opposto all’Adamello.

Passo dunque a portata di mano, che si raggiunge con le ‘solite’ curve e curvette di montagna, ovvero tornante, piccolo rettilineo, tornante. Qui si sale però tra la fitta vegetazione e la strada è molto stretta. Piano piano raggiungiamo la vetta.
Il paesaggio e il panorama è incantevole

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Dopo la breve sosta, si scende dal versante opposto. Dopo le prime curve, simili a quelle dell’andata, il paesaggio si apre e diventa più collinare, se così si può dire, verso a valle.
Attraversiamo Trivigno e rifacciamo il passo della APRICA, inevitabilemente….Ormai se non facciamo ‘un Pass’ è come non uscire di casa.
Ad Aprica aperitivo /spritz/patatine….un po di spesa e si riparte per Vezza
Abbiamo in mente un grande prosieguo pomeridiano….
Giunti velocememte a casetta, prepariamo tante buone cose e di nuovo in moto, per il picnic, consumato ai piedi dell’Adamello!!!
Questo incantevole posto è realmente a due passi da casa. Si scende un po a valle, si risale con l’Adamello familiare che ogni giorno vediamo dalla finestra della sala da pranzo…In pochi minuti siamo proprio sotto il massicio, in mezzo a prati e boschi perfetti ed attrezzati per il pic nic.
Tavolo libero! Perfettoooooooooo!!!!

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Aria frizzantina, tante cose buone (praticamente ci siamo portati l’intera dispensa…) e appetito da montanari.
Che pace….che spettacolo.
Dal bosco esce un tizio con dei bei porcini…tanto naturalmente da sembrare un cercatore ‘estemporaneo’…
Io e Daddo, vista la cosa, ci facciamo quindi un bel giretto nel bosco….senza alcun risultato se non un due/tre bei galletti. Il bosco però è fitto e scosceso. Meglio tornare all’accampamento…

Dopo aver sistemato tutto per bene e lasciato il luogo pulito, ci mettiamo in moto per fare pochi km in salita, fino ad un rifugio ancora più vicino all’Adamello. Pausa caffè e…ulteriore relaz.

Rientro veloce a casa…altro relax preserale.
Tutti concordi. questa è la volta buona che visitiamo per bene e tutti insieme, la suggestiva Bienno by night

Si parte, percorrendo in preserale, il tragitto per la valle….Edolo, etc etc. non sono pochissimi km ma ormai sono molto familiari e si va spediti.

A Bienno, intensissima vita serale.
Ci infiliamo con le moto nel poibitissimo parcheggio riservato…e ci mettiamo seduti li, proprio davanti, presso l’attiguo stand gastronomico.
Si cena con capriolo, polenta…e robetta varia, spezialitat…..
Dopo cena, lasciamo le moto li, in barba ai divieti ehehehe ed iniziamo il giro in centro, pieno di piccole botteghe artigianali e musei aperti sulle antiche tradizioni e mestieri locali.
Bellissimo il mulino e FIABESCA la fucina (raba da mangiafuoco…io ne rimango incantato…), entrambe alimentate ad acqua!

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…breve puntatina alla sede del partito, per il rinnovo della tessera…

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Ne valeva la pena: Bienno è bellissima e si respira aria di altri tempi…..(oltre quella generata eolicamente…)
Si rimane a gironzolare e a fare sciopping fino a tarda ora
Rientro notturno Notturno buio Buio a Vezza D’oglio, passando per Edolo. fa freschino.
Dentro ai propri caschi si sta bene e si ripensa con calma a tutte le cose viste…e quelle ancora da fare…domani però, putroppo, sarà l’ultimo giorno di vacanza…sigh
Notte…

 

Venerdi 27 agosto 2010

settimo giorno. Ultima giornata di godimento, partenza da Vezza direzione Tonale, per raggiungere il passo della Mendola in Trentino Alto Adige.
Aperitivo sul passo e picnic in una vallata ai piedi del monte Rohne, sul pratino antistante una baita.
Un po di pioggia riscendendo al valle per raggiungere il Castello di Thun (Ton) in Val di Non, tutta tempestata di mele.
Visita completa del magnifico maniero. Tragitto inverso con il Tonale in piena atmosfera invernale, avvolto dalle nuovole e
Massicio dell’Adamello, con le pendici innevate.
Rientro a Vezza D’Oglio passando per Ponte di Legno.
Totale km 250 circa

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Ultima giornata di godimento….sigh

Il briefing pregiro tiene conto di alcune indicazioni comuni circa una seria visita del vicino Trentino alto adige e delle sua bellezze. C’è pure da fare un altro mitico passo, c’è da vedere un castello…Perfetto!

Partenza leggermente prima delle solita ora relax. Si sale per Ponte e si fa il sempre gradito, sin dal primo giorno, Paso del Tonale. Ridiscendendo in Trentino, dopo Vermiglio, le strade sono un po trafficate almeno nele prime curve (veramente spettacolari, dal manto marrone rossastro…)

Il prosieguo è più lineare: lunghi rettilinei a valle e stretti passaggi dove la stessa si fa meno ampia.
Dopo diversi chilometri, una sosta estemporanea (dove abbiamo modo di imbrattarci i pantaloni di resina di pino, rimossa con la benzina…) iniziamo la salita, meno ripida del solito, attraversando paesi e paesini trentini, Cles, il Lago di santa Giustina. Sosta benza e si sale per raggiungere il passo della Mendola. Si attraversano fitti boschi, la strada non è ripidissima ma molto godibile.
In cima al passo, elaganti alberghi, negozi, locali accoglienti.

Ci fermiamo per un aperitivo….

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La sosta molto rilassata, ci fa giungere all’ora di pranzo…
Decidiamo di proseguire per il Monte Rohne, distante pochi km, meta sciistica.
Prima del piazzaletto, ai lati delal strda e aridosso di maestosi boschi di conifere, diverse baite in legno con tavoli all’aperto…Strada aperta, si approfitta per una vera sosta pranzo all’aperto.

(..dovrei avere delle foto ma non le trovo…)

Mangiamo come al solito, specialità di affettati e formaggi locali. Si sta troppo bene!
Qualcuno di noi approfitta per una breve escursione nei boschi….sempre con la speranza di riportare qualche porcinello…
Il tempo però peggiora repentinamente…inizia a piovere non forte ma fitto.
Ci vestimo con gli antipioggi a ripartiamo, ripercorrendo la stra a ritroso per le pendici del passo.
Scendiamoa valle, sotto questa pioggerella…la strada è viscida, peggiorata da veri fiumi di nafta iridescente che qualche mezzo pesante ha lasciato cadere. la evitiamo accuratamente…passandoci sopra con lo stivale, si capisce che è pazzescamente viscida…
Ci fermiamo per un caffè a Tres e per fare il punto…si torna o si va?

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Siamo ad un passo dal Castello di Tun….la pioggia smette.
Si va….Dopo aver attraversato valli e vallette tempestate di Melinde e mele rosse, si giunge nel frequentato piazzale di parcheggio sotto il castello, che la regione ha recentemente riaperto al pubblico.
Saliamo lungo la stradina che sale sulla collinetta ospitante l’antico maniero….

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Il Castello…è molto bello…pulito, curato…Però poco ‘affascinante’, un po asettico…Poi i nobili succedutisi si sono portati via tutto, scappando in Austria, dopo i moti di fine 800. Quindi poco rimane degli antichi spendori; molte delle camere hanno arredi anni 30/40 degli ultimi ospiti Thun.

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All’interno, diverse iniziative culturali…ZZzzzZRonf….ZzZZZzzz

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Si riparte che è già tardino, percorrendo a ritroso la strda dell’andata.
Giunti poco prima del tonale, sul lusco e brusco, ci appare in lontananza L’Adamello imbiancato!
Nel pomeriggio mentre a valle pioveva, in alto nevicava.
Il Tonale di notte è molto suggestivo. Piena atmosfera tardo autunnale quasi invernale…Freddo. Non c’è un’anima in giro…e comincia anche qui una certa nebiolina. Il paesaggio è avvolto dalle nuvole. La discesa è abbastanza lenta vista la strada umida e il freddo. Però ci si sente molto motoesploratori, impavidi…
Rientriamo a casa ormai di notte…. Domani si parte …e siamo un po…sigh…..moscetti…

 

Sabato 28 agosto 2010
sabato 28 agosto 2010, ottavo ed ultimo giorno
Vezza, Edolo, Lago di Iseo, Brescia, A4, A1, Roma.

Ultimo giorno. Ci alziamo abbastanza presto. Colazione e subito a rifare babagli e bagaglietti per l’imminente partenza. Come al solito il tutto si presenta più difficoltoso…dell’arrivo…
Le signore si mettono subito all’opera per rassettare casa. I signori nel garage a preparare moto e bagagli.
Si parte ad un’ora decente, nonostante le tante cose da sistemare…Il percorso è ovviamente quello dlel’andata ma al contrario: scendendo a valle, si percorrono alcune strade utilizzate per i vari giri dell’intesa moto vacanza.
Da Brescia in poi, solo autostrada e soste benza.
L’A4 fino all’A1 va via veloce. Sull’A1, nel valicare gli appennini tosco-emiliani, troviamo code ed intenso traffico
Decidiamo quindi di fermarci in un’area di sosta tra le colline, con alberelli, tavoli e panchine. Per un’oretta ci si rilassa e si mangia in pace. Si riparte con a vista il traffico autostradale che non promette niente di buono….
Infatti per arrivare all’altezza di Firenze ci prende un bel po di tempo, tra rallentamenti e zigzag, difficoltosi anche a causa delle valigie laterali…
Si giunge quindi all’autogrill val di Chiana, dove sostiamo per i saluti a Feo e Silvia. Un po dispiaciuti si riparte in direzione Roma. Il traffico sembra migliorare e si va via velocità codice…Solo un’altra sosta prima del GRA romano, dove ci dividiamo per rientrare a casetta..the-end

Anche se senza foto e con informazioni piuttosto sommarie (quando si rientra è sempre così…) mi pareva giusto concudere il report che ho cercato di rendere abbastanza fedele almeno a ciò che oggettivamente abbiamo fatto, visitato, percorso.
Quello che è difficile descrivere sono le sensazioni, quello che si è vissuto dentro.
Per me è stato un mix emotivo, tra la natura, i posti incredibili, la bellezza e l’imponenza delle montagne. L’aver raggiunto certi miti in moto. L’aver percorso queste strade e visto questi posti con la mia moto….che dire…motociclisticamente parlando qui in Italia siamo quasi al massimo…Predominante la sensazione di essere sul tetto del mondo o comunque in un luogo nato per essere percorso in moto.
Un mito di viaggio che non sarebbe stato tale se non ci fossero stati i miei compagni di viaggio, questi compagni di viaggio…
Un gran bel gruppo. Persone fantastiche per la generosità la pazienza e l’altruismo.
Grazie ragazzi! E’ Stata una vacanza bellissima, da ricordare!

Grazie Aleardo, Antonella, Lucio, Silvia

 

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