[2012] Elefanten Treffen 56°edizione

L’idea di questo viaggio balenava già da tempo con mio relativo interesse perchè ho pensato ed espresso a chi mi chiedeva, che questo viaggio per me poteva inserirsi tra quelli ‘dimostrativi’, che in qualche modo ‘non possono mancare’ tra il carnet del buon motociclista viaggiatore avventuroso.

Poi il mio amico Lucio mi ha fatto la proposta di aggregarmi ovvero di essere parte integrante di un gruppo in embrione, il quale senza il supporto di componenti determinati e motivati, forse non avrebbe dato seguito all’idea… Consapevole di questo passaggio e dopo qualche battuta ho dato la mia disponibilità, solo con qualche riserva in merito ai giorni di ferie necessari

Da Natale la cosa si concretizza, i contatti si susseguono, si comincia la preparazione della moto, dell’attrezzatura (vari articoli sul blog) e anche la tensione per un evento che sebbene sia ampiamente documentato è comunque discretamente impegnativo essenzialmente per il numero di km, il freddo, il luogo.

Appuntamento giovedi mattina, autogrill Lucignano est. Parto da Roma carico e vestito full, come per tutto il resto de viaggio: completo intimo termco, maglia termica, antivento sottile, maglioncino collo alto. 4 strati. Sotto, oltre al pantalone aderente, tuta aderete da ciclista (leggermente imbottita sul sedere, comoda), paraginocchia Ufo, pantaloni imobottiti impermeabili. Un paio di calzioni e stivali pesanti Sidi. In testa, sottocasco in pile tecnico e casco Vemar Jano. Giacca Dainese Touring, Giacca antivento JollySport. La moto da giorni ha montate le moffole Tucano, il parabrezza alto autocostruito, attacchi e borse Nonfango, bauletto Givi, gomme termiche invernali Heidenau K60 Silica.

I primi km sono sempre i più emozionanti..si sente che si sta partendo sul serio dopo giorni di attesa e preparazione, giorni in cui non si pensa e non si parla quasi d’altro.

Faccio tutta una tirata e relativamente puntuale, dopo circa 170km, arrivo a Lucignano dove gli altri mi aspettano da qualche minuto.

Alessandro con un Kawasaki KLR e Lucio con una Yamaha XT, la stessa del viaggio in Tunisia. Breve colazione e si parte. Da qui fino al Brennero tutto procede come consueto: benzina e un minimo di riposo…si sale con il sole e d’inverno questo è il meglio che si può volere.

Il Brennero non l’avevo mai percorso.Il freddo, la neve tutt’intorno, la vallata in cui si dipana la strada, piena di conifere altissime cariche di neve, rende l’atmosfera nebbiosa carica di suggestione: Si sente che stiamo passando tra le alpi e che già questa esperienza invernale è un tappa del viaggio. Mi sveglio da questa fase di inebetimento contemplativo, cadendo da fermo su una striscia di neve a 10 metri dal casello del viadotto. Incredibile…ha contribuito però lo stare troppo vicini e il parabrezza che limita la visibilità a corto…Vabbè, nessun danno o problema.

Breve pausa per riprendersi dal freddo e per prenotare a Innsbruck l’albergo (Alt-Pradl) e si riparte, giungendo a destinazione verso le 18. Dopo una cena poco treffen in pizzeria :( ci raggiunge in albergo Ferruccio, amico di Lucio del quale fui ospite in occasione dell’AlpenTreffen del 2010. Un veterano dei viaggi in moto, al suo 23esimo elefanten. Dal Garda al Brennero di notte da solo, una passeggiata. Pensavamo in sella al KTM Adv 950..invece arriva con la sua incredibile XT, fida compagna di viaggio internazionali, tra cui la Mongolia, attrezzata costantemente adventurer :)

Il percorso del primo giorno (Google Maps)

L’indomani si riparte relativamente presto da Innsbruck innevata

e si sale in direzione Monaco. Durante il tragitto il KLR molla Alessandro, e si spegne definitivamente. Durante il viaggio qualche cenno di problematica l’aveva dato ma ora pare questione seria. Fortunatamente un furgone, in appoggio ad un gruppo di motociclisti organizzati, pediatri di Milano, diretti anch’essi all’Elefanten, si ferma in soccorso e alla fine delle varie prove, carica la moto e Alessandro su e si prosegue il viaggio…putroppo separati.

Il nostro gruppetto prosegue arrivando a Rosenheim, su suggerimento di Ferruccio che vorrebbe evitare il percorso piu lungo ma piu liscio Monaco-Deggendorf. Quindi da Rosenheim si sale ..si dovrebbe salire a nord verso Dorf. E invece ci teniamo a est, più vicini a confine Ceco, fermandoci per pranzo a Tostberg, in una locanda …Croata :) Si mangia molto bene, buone specialità che Ferruccio ci consiglia.

Ferruccio e la maschera antifreddo La moto di Ferruccio

La ripartenza è assai macchinosa e il prosieguo del pomeriggio, prima di arrivare a Loh, Solla lo è altrettanto: proseguendo a nord est, girovaghiamo, allungandoci verso Passau, troppo ad est. Ripieghiamo a nord ma una serie di problematiche con il navigatore ci costringono a lunghi zizzagamenti di decine di km, arrivando ancora più a nord della meta, per poi ridiscendere in parte la valle del Inn…spossati troviamo indicazioni per Tittling e da li abbastanza facilmente, arriviamo nei pressi di Thurmansbang e quindi il “bivio interrotto” per il raduno  e finalmente Loh. Il paesaggio è innevato da km e km e il freddo si fa sentire. Queste varie deviazioni ci hanno stancato, ameno i novizi e arrivare in buca è quasi un miraggio, seppur nel gelo e nel ghiaccio del piazzale. Ad aggiungersi alla tensione, il contatto con Alessandro che ci aspettava nel pomeriggio e che alla fine è dovuto rientrare in albergo con il gruppo di supporto che lo ha aiutato.

Scesi dalle moto, trascorsi quei minuti necessari per riprenderci, facciamo il biglietto e iniziamo a prepararci per la discesa nella buca che dovrà avvenire con le catene montate. E’ notte, la luce poca nonostante i fari il montaggio per me e Lucio è impegnativo: ci rendiamo conto che fare le prove in officina o sotto casa non è come montarle nel ghiaccio, in pochi minuti. Ferruccio come al solito ci stupisce ed è pronto in pochi minuti. Dopo un po con varie problematiche, riusciamo nel montaggio e ci infiliamo nel passaggio di ingresso in discesa abbastanza ripida.

Le catene tengono, io ho molto grip e vado giu sicuro nonostante il carico complessivo. Ferruccio si ferma all’improvviso vedendo dei posti buoni per le tende. Noi stentiamo a credere che due tre triangolini di neve possano permettere il montaggio delle tende ma il suo suggerimento si rivelerà assolutamente adeguato. Al buio troviamo spazio per le moto tra alcune rat bike di un gruppo di motards mittel europei già accampati li vicino. Con calma ci tranquillizziamo ed iniziamo il montaggio delle tende.

Verso le venti il campo base è pronto e sistemate le varie cianfrusaglie, scendiamo in buca per quei 100 metri che ci separano dal punto più basso di quella sorta di cratere innevato. Buio, fumo dei fuochi accesi tra le tende, spari di fuochi di artificio che scuotono la valle.

Voci nel buio di tante lingue. Sembra di essere in un accampamento ancestrale, qualcosa che fa pensare al passato, a quando per spostare o per conquistare terre, con pochi mezzi ci si accampava tra la neve, sfidando la natura. Si pensa a come si vive da queste parti, a come ai giorni nostri ci si può attrezzare e a come anche se preparati, si può invece andare incontro a difficoltà molto superiori alle attese…tutti dicono che il tempo è buono. Siamo in una notte quasi priva di nuvole, non nevica. -14 ma potrebbe fare molto più freddo qui…

Scendiamo in buca e troviamo piccoli stands ..di notte non si capisce molto però si sente il profumo di cose cucinate..la fame è tanta e vanno giu un paio di panini con il classico wurstel tedesco, con la scorza dura e saporito…e un paio di birre…parlando non ci accorgiamo di essere all’aperto come se fosse un picnic primaverile ….Quasi tutti sono sotto una specie di capanno ma sarà la concitazione, sara il momento ma non si sente freddo.

E’ tardi ed è meglio risalire per infilarci in tenda nei sacchi a pelo. L’operazione dura pochi minuti necessariamente… per il gran freddo. La nostra tenda ha una chiusura lampo che non funziona, una delle due esterne. Ci arrangiamo alla meglio e con una certa difficoltà ci infiliamo nei sacchi. Il freddo si sente ma questi Ferrino fanno il loro dovere. Lucio dorme filo strada e ogni tanto salta al passaggio delle moto e dei sidecar che sfrecciano su e giù…in più il suo materassino si sgonfia..è bucato. Il contatto con il suolo gelido è impossibile da sostenere a lungo. il suo kit di riparazione non si trova. Ricordo di aver messo il mio in una borsa laterale sulla moto. Lucio, alle tre di notte, lo recupera e dopo un po riesce a riparare il materassino e ad addormentarsi per le ultime ore prima dell’alba.

Il percorso del secondo giorno (Google Maps)

Al mattino all’Elefanten ci si sveglia non tanto per la luce quanto per il freddo, il brusio generale, nonchè le moto smarmittate che vanno su e giù;  in pochi minuti si è vestiti e fuori la tenda. C’è già tanta gente intorno, tutti in movimento e infreddoliti. Il fumo sale dalle valle e l’atmosfera è ancora più suggestiva oggi.

Con la luce si riesce a capire in che posto ci si trovi….quante tende e quanta gente si è cacciata in questo buco innevato.

Ferruccio fa il suo classico caffè con il fornelletto a benzina….:)

Facciamo un giro in buca per comprare qualche  regaletto per i propri cari. Di giorno e con il buon tempo, seppur grigio, si vedono tante persone variegate e tantissime moto dalle foggie più incredibili, alcune delle quali con accorgimenti “tecnici” che lasciano a bocca aperta.

Ci raggiunge anche Alessandro che è sempre con il gruppo di Milano. Ci porta le salsicce comprate in Umbria che ci hanno accompagnato per tutto il viaggio. Approfittando della gentilezza dei motards vicini, ne cuociamo un pacco e ne mangiamo un bel po…qualcosa avanza (ce ne pentiremo poi affamati…)  e lasciamo a loro il secondo pacco e la griglia.

Rimaniamo un po insieme ma si deve ripartire per rispettare il programma che abbiamo fatto ovvero rientrare in Italia velocemente e stare sul Garda possibilmente domenica. Ferrunccio tralatro ha previsto neve e infatti mentre smontiamo le ultime cose, inizia a nevicare.

La risalita è sul giaccio ed  è resa un po problematica dalla tanta gente, la neve che scende e l’abbigliamento provvisorio, in attesa di smontare le catene in un posto meno caotico. Usciti dall’area non asfaltata, superata la buca, ci fermiamo, smontiamo le catene e ripartiamo definitivamente.

La strada si dipana tra le valli, stretta ma pulita, mentre la neve scende e il freddo si sente. Dopo diversi chilometri e diversi paesi attraversati, si scende verso sud direzione Passau, Linz con Ferruccio davanti che procede spedito. Fa freddo sul serio, accentuato da tutto quel bianco, ininterrotto che troviamo sugli stradoni che percorriamo…Io mi accorgo che siamo troppo a sud e infatti Ferruccio si ferma indicando che c’è qualcosa che non va…

Perplessi ci accorgiamo di essere al confine con l’Austria ma troppo a est, in direzione Linz. A questo punto seguo il mio navigatore consultatomi con Ferruccio ma siamo sempre troppo a est, troppo vicino al confine e infatti il navigatore, per le solite strane cabale da navigatore, per portarci a destinazione ci fa salire su colline innevate, in posti sperduti e deserti…ma bellissimi..giungiamo persino su un passo di montagna, dove il freddo e l’atmosfera indicano chiaramente che siamo anche in quota oltre che nel gelo piu assoluto. E’ una cosa magnifica, siamo in marcia da ore, nel dettaglio non sappiamo dove stiamo andando ma continuiamo imperterriti e ci rendiamo conto dopo poco di essere a  meno, molto meno di 100 km da Vienna!!

Sempre con il navigatore, senza badare al sottile (anche perchè è impossibile settare nel dettaglio il percorso dentro la borsetta trasparente e con i guanti)  punto a Salzburg (Salisburgo) sicuro di tornare indietro e per un po di km andiamo cosi, tornando indietro tra villaggi e neve. passiamo poco sopra Linz, poi Ferruccio, rientrati in Germania diretti per la strada principale, almeno quella più diretta,  riprende il controllo certo di poter puntare ancora a sud direzione Rosenheim…ma siamo troppo a nord, siamo nei dintorni di Eggenfeld. A questo punto, diviene prioritario proseguire per la strada principale, cercando di arrivare a Dorfen, passando per Vilsbiburg. Stremati un cartello con su scritto ‘Rosenheim 92 km’ getta me e sopratutto Lucio nello sconforto…è notte siamo al limite e paradossalmente più a nord del raduno!

Dopo una sosta direi ‘drammatica’ :) per il più giovine del gruppo :)  Landshut rimane la cittadina più grande nei pressi dove poter cercare qualcosa per la notte. Ripartiamo e dopo pochi km prima di entrare nella grigia cittadina bavarese,  Ferruccio consapevole dell’ormai l’evidente limite raggiunto, in piena campagna su un colle sferzato dal vento gelido, si ferma in una “land gasthof”, una locanda di campagna, il Landgasthof Hotel Hachelstuhl.

Qui l’oste in ciabatte viene fuori e ci mostra la camera, in mansarda. In un ambiente caldo ci rilassiamo con una doccia altrettanto calda e in pochi minuti scendiamo per la cena, ottima e con buonissime specialità locali: un brodino di verdure per iniziare, a mo’ di antipasto, patate e bistecca di schiena di maiale, detta del Boscaiolo…e tante altre cose, accompagnate dalla solita, pastosa e saporita Weissbier. Una notte altrettanto saporita e ristoratrice da li a poco ci attende. Che giornata!

Il  percorso del terzo giorno (Google Maps)

La mattina è grigia, dovrebbe essere il sereno invernale del nord…. ma il piazzale gelato e la temperatura fanno chiaramente intuire che la notte  è trascorsa molti gradi sottozero.

La moto di Lucio fa i capricci. la batteria fa girare l’avviamento ma con scarsa forza. Un signore con un suv BMW ci apre il cofano e in pochi minuti ci rimettiamo in marcia, consapevoli che stavolta si deve tirare dritti senza troppi giretti di piacere in mezzo all’europa!! :)

Di fatti si tira a sud verso Dorfen, solite soste tecniche di cui una indispensabile per me, tra il cavalletto laterale svitabile e un rabocco d’olio…Si giunge finalmente a Rosenheim, passando per gli stessi luoghi dell’andata. Dopo la gionata appena trascorsa tutto ciò è molto rassicurante, anche pensando al Brennero che ci aspetta da li a poco.

Si entra in autostrada e si va verso Innsbruck. Il Brennero assolato ma freddo, di giorno mette molto meno timore e si va spediti, superando con le nostre monocilindriche, diverse carovane di moto molto più ‘pesanti’. Ci  fermiamo in autogril  segnalato da Ferruccio per pranzare con la famosa kaiserschmarren frittata dolce con zucchero a velo e marmellata di mela, una delizia e moolto sostanziosa, accompagnata dalla immancabile weissbier.

Da qui, veloci rientriamo in Italia, buona strada e sole. Ottimo fino a Rovereto sud- Garda nord. In poco tempo raggiungiamo Riva del Garda e da li inizia un’apoteosi di goduria motociclistica lungo lago tra gallerie e tornati, passando per Limone fino a Toscolano Maderno, dove inerpicato su un dirupo c’è il maniero tutto legno biocompatibile :) che ci accoglierà per la cena e per la notte. Moto al calduccio, ottima cena in compagnia. Grazie a Ferruccio e Fulvia!!

Il percorso quarto giorno (Google Maps)

La mattina del quinto giorno di viaggio, parte con i saluti…a Ferruccio che va via veloce, in  ritardo causa mancata sveglia e Fulvia che ci prepara la colazione mentre ci prepariamo. Da li a poco saremo in autostrada e dopo qualche ora presso le rispettive case: soste ridotte all’essenziale. Lucio a Foligno e io a Roma. Autostrada assolata ma fredda e molto ventosa, specie sugli appennini.

Il percorso del quinto giorno (Google Maps) 

Il viaggio è finito ed è stata una vera esperienza motociclistica e personale.

Esperienza motociclistica perchè per me trattasi del primo viaggio invernale in condizioni climatiche abbastanza serie. Dei 2600 km circa che abbiamo percorso, oltre 1000 quasi sempre sottozero, con temperatura percepita abbondantemente sotto i -10 durante la marcia. La guida con strade pulite ma insidiose per il fanghino o il giaccio oppure tra TIR in autostrada con scarsa visibilità… I tanti km tra il bianco della neve. Quei paesaggi mi rimarranno per molto tempo  impressi…fantastici. Ottima la moto. che dire, grazie Zora! Sei la moto perfetta

Esperienza personale per tutto quello che abbiamo messo su per attrezzarci ed essere pronti  per la permanenza nella buca, facendo “campeggio invernale” e sopratutto per quello che ho condiviso con i miei compagni di viaggio: Lucio, sempre generoso, affidabile e “leggero” in ogni circostanza, anche quando era lui a ‘soffrire’ un po. Ormai siamo reciprocamente affidabili per i viaggi in moto :) Ferruccio, il veterano…. che sta molte spanne sopra a noi tutti, non tanto anagraficamente :)  ma per la grande esperienza e per l’umanità che lo rende un punto di riferimento per noi quasi novelli motoviaggiatori. Grazie Lucio, Ferruccio, Fulvia

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